PASTA PER CASO, Caye Caulker, Belize

A Caye Caulker, una delle isole più belle del Belize, da poco più di un anno è approdato un pezzo di Italia, un piccolo ritrovo dove gustare pasta fresca, preparata in giornata e sughi tradizionali, semplici e genuini. Armando e Anna lo gestiscono dal 2013 e l’hanno chiamato “Pasta per caso”, per ricordare le coincidenze che li hanno portati dall’Italia in questo piccolo paradiso tropicale.

Anna e Armando proprietari di Pasta per Caso Caye Caulker Belize

Quando entro nella cucina di “Pasta per caso” abbandono il caldo, il sole e il mare turchese del Belize. Qui, in poco più di 15 mq trovo un pezzo di Italia, autentica e originale: la macchina per impastare e trafilare la pasta, gli spaghetti che escono senza sosta, i fusilli e le tagliatelle che riposano negli essiccatoi pronti per l’apertura serale… tutto spinge ancora più lontano l’aria tropicale oltre la soglia. “E i sughi?” chiedo ad Armando, il titolare di questo microcosmo italico immerso nel Caribe ” La cuoca è mia moglie, Anna; io non c’entro, io sono il pastaro!” mi risponde con un mezzo sorriso, senza distogliere lo sguardo dall’ennesima porzione di spaghetti che esce dal torchio.

Amatriciana e Pesto Genovese Pasta per Caso Caye Caulker Belize

spaghetti al torchioFaccio due chiacchiere con Armando, nato in Sardegna e cresciuto a Verona, scatto un po’ di foto e lo osservo: mi sembra meticoloso, ben organizzato “ci ho messo 10 giorni a trovare le giuste dosi per l’impasto, ora non lo cambio più!” mi dice, confermando le mie impressioni. Tutto è ben programmato, in contrasto con la storia che nell’Agosto del 2013 ha portato il “pastaro” e Anna ad aprire il ristorante a Caye Caulker. Come spesso accade quando incontro un italiano in fuga che ha realizzato il sogno di aprire un’attività di successo lontano dal proprio paese, Armando e Anna facevano altro nella vita prima iniziare la loro avventura in Belize. “Ci siamo conosciuti in Nigeria, io lavoravo all’ambasciata italiana, Anna gestiva l’amministrazione del catering di una grande ditta di costruzioni” racconta Armando, 24 anni passati in aeronautica prima di congedarsi l’anno scorso. “tornato in Italia, non riuscivo più a sopportare la routine, il freddo, i costi.. nel mio lavoro mi sentivo un numero,  professionalmente era come se fossi arretrato di 15 anni. Appena potevo tornavo in Abruzzo per trovare Anna” Era indispensabile cambiare qualcosa. L’occasione è arrivata durante una vacanza in Belize “Sono venuto qui da solo, avevo conosciuto Anna da poco, dopo tre giorni le ho spedito il biglietto – devi venire! – le ho detto”. Dopo il primo viaggio, subito un secondo più lungo, in mezzo l’acquisto di una terra, il congedo dall’aeronautica e la consapevolezza di aver trovato un posto dove costruire qualcosa. Il progetto iniziale era quello di produrre e vendere pasta fresca ai ristoranti di Caye Caulker e delle isole vicine. “Poi però i nostri amici ci hanno spinto ad aprire un ristorante vero e proprio, già la prima sera abbiamo fatto 36 coperti”.

fusilli al torchio

pasta italiana tagliatelle al pesto Caye Caulker BelizeL’offerta è semplice, due primi piatti, di cui uno sempre vegetariano, dolce e caffè, preparato con moka italiana “la mia cucina è casalinga, qui mangi come a casa” mi spiega Anna “i prodotti che usiamo sono stagionali, dipende da cosa offre il mercato”. Fusilli, tagliatelle e spaghetti con impasto a base di acqua e farina, a volte la pasta all’uovo: lasagne e ravioli  “oggi facciamo Amatriciana e Pesto Genovese, ieri Gricia e Norma, domani chissà, passi di qui leggi il menù: se ti piace ti siedi, altrimenti torni domani”. Da quando “Pasta per caso” ha aperto molti si sono seduti: nel primo anno di vita Armando ha registrato quasi 9000 clienti. “Questo posto è diventato un punto d’incontro per turisti, italiani e stranieri, ed espatriati” dice Armando, e posso constatarlo di persona tornando la sera per la cena. Due tavoloni per un totale di 12-15 coperti massimo, si mangia accanto alle altre persone e questo favorisce la conversazione. Di fronte la strada principale dell’isola, musica reggae, piedi scalzi e aria di mare. Si raccontano storie e si mangia “come a casa”: La promessa di Anna è mantenuta, il cibo è semplice e ha il sapore di 10000 km di distanza. Dolce, caffè e la domanda fatidica: avreste potuto aprire un posto simile in Italia? “manco per idea” è la risposta di entrambi “tasse e normative ci avrebbero strangolati prima di inaugurare”. “Io lo so” aggiunge Anna “anni fa gestivo un circolo jazz, andava bene, facevamo 150 persone ad aperitivo e a fine mese ci rimanevano appena i soldi per vivere, lavorando giorno e notte con il rischio che fallisse tutto da un momento all’altro. Ora quando viaggiamo, anche in Italia, è Caye Caulker che chiamiamo casa. Torniamo a casa, diciamo”.

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Pasta per Caso Caye Caulker Belize

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